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ReplicaArgomento del Forum: Re: San Benedetto del Tronto Da: Fausto Righi

Visto il riferimento allo storico Arnold Toynbee, nell'articolo in favore di Daisaku Ikeda, trascrivo, per completezza di informazione, e citando le fonti,cosa pensa al riguardo la nipote Polly Toynbee:

http://sws.forumer.it/sws-about23-0-asc-0.html

Il viaggio di Polly Toynbee - Manchester Guardian- 19 maggio 1984
"Il Valore della Figura di un Nonno" di Mrs. Polly Toynbee

"Fu sul lungo volo per il Giappone che lessi per la prima volta il libro di mio nonno,pubblicato postumo, "Choose Life--A Dialogue" ,una discussione tra lui e un leader del buddismo giapponese di nome Daisaku Ikeda.Mio nonno,lo storico Arnold Toynbee,aveva 85 anni quando fu trascritto questo dialogo , poco tempo prima del suo ultimo ictus invalidante.E' probabilmente il libro che tra i suoi lavori viene piu' facilmente dimenticato,essendo un lungo verboso viaggio dei due in diversi argomenti,dall'educazione sessuale all'inquinamento alla guerra.
Qualche mese prima avevo ricevuto un'inaspettata telefonata dal rappresentante londinese del Signor Ikeda ; il Signor Ikeda invitava me e la mia famiglia in Giappone,per ringraziamento e in memoria di mio nonno.Rimanemmo perplessi , otto anni dopo la sua morte.Ma forse si trattava di un qualche inesplicabile senso giapponese della famiglia e della riconoscenza , che andava oltre la comprensione di noi occidentali.Per quanto ci provassimo,non riuscivamo a tirar fuori nessun'altra spiegazione piu' plausibile, anche se poi verso la fine del viaggio sarebbero emerse delle ragioni ben piu' chiare.Come si dimostrera' ,andammo incontro a un aspetto del mondo giapponese piuttosto diverso da quello fornito ai visitatori occidentali.
Arrivammo all'areoporto di Tokyo e almeno dieci persone erano la' a salutarci ,con un'enorme bouquet sia per me che per Milly,la mia sbalordita figlia di dodici anni.Fu letto un solenne messaggio di Ikeda,e fummo portati via in una grande limousine nera con vetri elettrrici oscurati e con l'emblema di Mr. Ikeda cucito a filo d'oro sul tappeto.Dai walkie talkies nelle macchine della sfilata motorizzata arrivavano ulteriori messaggi del nostro misterioso ospite.La solfa fu subito evidente.
Due rappresentanti della sede inglese del movimento di Mr. Ikeda dovevano accompagnarci per tutto il viaggio non lasciandoci quasi mai soli,insieme a una falange di interpreti,autisti e collaboratori di ogni tipo."Mr. Ikeda vi invita a sentirvi come a casa vostra" e "Mr.Ikeda vi invita a far uso dei servizi dell'hotel e dei 36 ristoranti" , era il tono dei messaggi che arrivavano a intervalli regolari,mentre noi fissavamo giu' dalla finestra del quattordicesimo piano,il giardino dell'hotel ,pieno di cascate d'acqua con carpe tropicali,e come dappertutto in Giappone intersecato da rampe pedonali.
Passarono diversi giorni prima che incontrassimo il nostro misterioso ospite,giorni in cui noi sapemmo molte cose su Mr. Ikeda e il suo movimento Soka Gakkai..Una cosa su tutte si rese evidente: si trattava di una organizzazione di immensa ricchezza,potere e influenza politica.(....)Essa ha il terzo partito politico del paese.
(...) Giorno e notte ,circondati dai suoi collaboratori ,sentivamo nominare il suo nome in tono di timore reverenziale.Il capo della sezione britannica(un business man inglese in pensione)ci disse che Ikeda e' "un uomo che ha fatto la rivoluzione in se stesso".Altri testimoniavano la grandezza dei suoi scritti,della sua mente,della sua poesia,del suo spirito,perfino della sua fotografia.(Piu' tardi cogliemmo un esempio dei suoi metodi fotografici quando vedemmo un aiutante passargli la macchina fotografica.Lui la teneva col braccio disteso scattando foto a caso senza preoccuparsi di guardare dentro alla macchina)."Lui fa le foto con la sua mente,non con l'occhio",ci mormoro' un collaboratore. (...)
L'ingresso fu invaso dai flash,e la stavano Mr Ikeda e signora,circondati da collaboratori e seguaci osannanti.(...)
Grandi sedie a mo' di troni erano disposte al vertice della sala , una al centro per Ikeda e le altre due ai lati per noi.Ikeda non parla inglese ,cosi' dietro a noi sedeva una bellissima interprete che lo accompagna in giro per il mondo.(...)..estenuante chiacchiericcio condotto in pubblico,accompagnato da champagne e piatti di salmone affumicato,mentre intorno i collaboratori annuivano solennemente.Lo stile della conversazione del nostro ospite era imperioso e autoritario,lui conduceva e gli altri seguivano sulla sua scia.Ogni inaspettato e inopportuno commento veniva accolto con occhiatacce e con un gelo minaccioso. Mentre aspettavamo ognuno il proprio turno nella conversazione ,avemmo il tempo di di studiare l'uomo.Egli appariva "mondano",fino alla punta delle sue scarpe fatte a mano,quasi volgare,senza il benche' minimo accenno di nemmeno artefatta spiritualita'(...)mai avevo incontrato nella mia vita qualcuno che portasse con se' una aurea di cosi' assoluto potere.Aveva l'aria di un uomo a cui,da molti anni,venisse soddisfatto ogni capriccio,obbedito ogni ordine,un uomo al di la' di qualsiasi contraddittorio o contestazione.Non sono una che si impressiona facilmente,ma qualcosa in lui mi faceva scorrere un brivido sulla schiena.(...)Il giorno dopo apparimmo sulla pagina frontale del quotridiano di Ikeda Seikyo Press,in cui si riportava anche parte della nostra conversazione a pranzo.Nessuno ci aveva avvertito(..)Infine inizio' a ricordare mio nonno e il loro incontro a Londra.Potevo immaginare a fatica questa robusta palla di potere salire sul decrepito ascensore fino all'oscuro e scarno appartamento di mio nonno.Mi chiedevo quale tipo di pasto gli aveva offerto--essendo una fetta di carne scadente e una foglia di lattuga,il pasto piu' tipico la'."Era veramente un grande,grande uomo"Disse Ikeda,sporgendosi verso di me e fissandomi negli occhi."Il piu' grande professore del mondo!"Io pensai a certe irriverenti storie familiari,che accantonai subito. "E' mia missione di vita vedere che il suo lavoro sia letto da tutti.Mi aiuterete in questo?" Riuscii a stento a rifiutare."Me lo promettete?Ho la vostra promessa?"Mi senti in ansia per non capire cosa volesse precisamente da me..Poi lui improvvisamente menziono' il fatto che c'erano ancora dei dialoghi con lui,non ancora pubblicati,che Ikeda avrebbe voluto pubblicare al piu' presto.Parte della ragione del nostro viaggio divenne chiara.Avremmo capito ancora di piu' piu' tardi.
Ci fu un imbarazzante momento nel corso del pasto.Ci chiese quale pensassimo fosse stata l'ultima parola di avvertimento di mio nonno,per Ikeda.Noi rastrellammo le nostre menti in cerca di qualcosa da dire,finche' mio marito,alla disperazione,di proposito disse "Ingordigia".Un'espressione di ghiaccio attraverso' la larga faccia di Ikeda.Ci guardo' come se avesse potuto radunare un gruppo di samurai rignhianti da cui farci trascinare via.Mi affrettai a spiegare che mio marito si riferiva l'ingordigia del genere umano,naturalmente,come riferivano i dialoghi daltronde--l'avido egoismo umano e cosi' via..:lui ci guardo' non del tutto tranquillizzato e il momento passo'. (...)
Partimmo per un breve giro a Kyoto e Hiroshima,solo per essere ancora deliziati da bouquets,banchetti,limousine nere e gruppi della Soka Gakkai locale.Hiroshima e' un posto poco accogliente--il tempio del dopoguerra giapponese e della sua "mission"."Cosa pensate di Hiroshima?Avete niente da dire riguardo Hiroshima?"Ci veniva chiesto di continuo.La mostra era scioccante,mancavano le parole.C'era il tempio "Peace and Never Again" ,che raccontava la storia di quel giorno,che raccontava la storia di cosa il mondo aveva fatto al Giappone.MA NON C'ERA una sola parola,non un solo pensiero,non un solo cenno a cosa il Giappone aveva fatto al mondo.Hiroshima era una delle principali basi da cui partivano le forze d'attacco verso Burma,Singapore, Cina,Corea--paesi che tuttoggi stentano a pronunciare la parola pace insieme alla parola Giappone nella stessa frase.Ma Hiroshima e' il tempio dell'innocenza giapponese.
Una sera ci fu fatto vedere un filmato sul trionfale viaggio di Ikeda negli States,masse riprese in stadi da Dallas a San Diego.Formazioni di majorettes e ballerine scandivano le parole SOKA and PEACE (...) ..e' uno dei temi preferiti della Soka Gakki ,pace nel cuore degli uomini,pace tra le nazioni,fratellanza del genere umano e cosi' via.Questo effetto ci fu in qualche modo rovinato quando fu letto in religioso silenzio un messaggio di RONALD REAGAN--che mandava un sincero messaggio di augurio pace e saluti a Ikeda e alla SG.Lo stadio esplose in un delirante appaluso. La Soka Gakkai porta la sua missione di pace in giro per il mondo ,accompagnandola spesso con l'esibizione di terribili foto di Hiroshima,usate come un potente mezzo di proselitismo.Come si poteva,ci chiedemmo ,pregare per la pace e accettare messaggi di supporto da Ronald Reagan,allo stesso tempo? (...)Fu ad un altro banchetto a Hiroshima che perdemmo la pazienza.Gli dicemmo che cosa pensavamo dello stile della leadership di Ikeda.Furono orrificati da questo e tentarono subito di calmare le acque e fingere che le nostre parole non fossero state mai pronunciate.Chiedemmo di avere una vera intervista giornalistica con lui,ma poi capimmo che difficilmente qualcuno aveva osato riferigli i nostri commenti o le nostre richieste. (...) Lui ci mando' ancora un altro tomo rilegato in seta,in cui non c'era testo,ma solo 296 foto a piena pagina sue e della sua famiglia---un'opera di narcisismo colossale. (...)Soka Gakkai significa societa' per la creazione di valore , e si basa sugli insegnamenti di un monaco del tredicesimo secolo,Nichiren Shonin,un nazionalista militante che prometteva premi mondani per i suoi seguaci.La SG e' rigidamente gerarchica ,senza elementi democratici,,e col potere assoluto nelle mani di Ikeda.Essa impone pochi doveri morali o religiosi,a parte la recita due volte al giorno,ma pretende un altro grado di obbediente partecipazione sociale alla setta. (..) Mentre ce ne stavamo andando ,la segretaria di Ikeda ci prese da parte e ci chiese se potevamo aiutarli nella pubblicazione di un secondo gruppo di dialoghi con mio nonno,rimasti fuori dal primo libro.Pareva ci fossero problemi di diritti e con gli esecutori(testamentari nda). Parlai con la "Oxford University Press".la casa editrice di mio nonno.Mi dissero che loro avevano fermamente rifiutato i dialoghi Toymbee+Ikeda,che erano stati pesantemente promossi da Ikeda dopo la morte di mio nonno.Sarebbe stato meglio avessero mantenuto quella posizione.Ma Ikeda riusci nel farli pubblicare a New York e la O.U.P. si senti' obbligata a fare lo stesso.Fu poi chiesto alla casa editrice,in una successiva lettera,riguardo alla possibilita' di pubblicazione di un secondo gruppo di questi dialoghi. Una risposta dell' OUP gli fece sapere che il manoscritto poteva essere pubblicato solo con il consenso degli esecutori letterari.Le carte sono conservate in maniera non ordinata,alla Bodleian Library di Oxford.Si seppe che anche quando noi eravamo in Giappone,erano state fatte "discrete" telefonate,da parte di rappresentati di Ikeda,in Inghilterra, riguardo le famose carte. Che,alla fine,sospetto,fossero la finalita' del nostro viaggio--ma considerato l'attuale fermo atteggiamento del Oxford University Press,molto difficilmente altri dialoghi Ikeda+Toymbee verranno mai pubblicati. Mi piace pensare che se mio nonno non fosse stato cosi' anziano o se avesse incontrato Ikeda nel suo bizzarro contorno,non avrebbe permesso di venir sfruttato in questa campagna di sostegno pubblicitario.Era un fragile uomo a quel tempo,e ingenuo per natura.Se si intendeva ,con il nostro viaggio , legare Arnold Toynbee ancora piu' stetamente a Daisaku Ikeda , io spero che il risultato sara' esattamente l'opposto"
Polly Toynbee (nota giornalista e editorialista inglese,nonche' nipote dello storico Arnold Toynbee)
Polly Toynbee:

http://www.youtube.com/watch?v=kubbf7rVafQ

http://en.wikipedia.org/wiki/Polly_Toynbee



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